apr 11, 2013 - NEWS    Commenti disabilitati

L’alta Valle del Delia nella preistoria antica: le industrie litiche di Fiumegrande e dei rilievi di Santa Ninfa

Giornata di studio al Castello di Rampinzeri (Santa Ninfa) – 14 aprile 2013

Domenica 14 aprile dalle ore 9.00 si svolgerà al Castello di Rampinzeri la giornata di studio “L’alta Valle del Delia nella preistoria antica: le industrie litiche di Fiumegrande e dei rilievi di Santa Ninfa, organizzata dal Comune di Santa Ninfa in collaborazione con la Soprintendenza ai Beni Culturali ed Ambientali di Trapani, la Soprintendenza del Mare, il Museo Gemmellaro dell’Università di Palermo, il PAM di Partanna, la riserva naturale “Grotta di Santa Ninfa” gestita da Legambiente Sicilia.

Durante la giornata verranno prese in esame alcune industrie litiche su ciottolo e su scheggia risalenti al Paleolitico inferiore e superiore, rinvenute sulle pendici settentrionali del Monte Castellaccio e nella Valle del Fiumegrande/Delia, che rivestono grande interesse nell’ambito del più vasto panorama della Preistoria italiana ed europea. Saranno anche presentati alcuni interessanti reperti paleontologici, fra cui resti di elefante.

Relazioneranno il prof. Tusa della Soprintendenza del Mare, la professoressa Di Patti del Museo G.G. Gemmellaro di Palermo, l’insegnante Accardo di Santa Ninfa, l’ing. Venezia di Castelvetrano. Chiuderà i lavori il prof. Fabio Martini dell’Università di Firenze.

 Circa 25 anni fa fu rinvenuta nella Valle del Fiumegrande/Delia, tra Santa Ninfa e Salemi, una copiosa industria su ciottolo e su scheggia; le ricerche portarono anche alla scoperta di interessanti reperti paleontologici riferibili a Elephas mnaidriensis.

I manufatti furono esposti nella straordinaria mostra sulla preistoria siciliana che si organizzò a Palermo nel 1997, e l’industria fu sottoposta alle prime valutazioni degli studiosi. Lo studio del complesso litico di Fiumegrande, ripreso in questi ultimi due anni, ha consentito di gettare una nuova luce su questi manufatti litici. Il rinvenimento di diversi bifacciali e di uno strumento particolare (l’hachereaux su scheggia, soprattutto di tipo 0), ha permesso di inquadrare queste testimonianze entro i complessi acheuleani di tipo meridionale, ben noti nella penisola iberica e nel sud della Francia, con caratteri fortemente anticipatori dei complessi musteriani del Paleolitico medio. A livello italiano il complesso di Fiumegrande trova correlazioni con i materiali del M. Conero e con quelli di Rosaneto in Calabria.

Arricchiscono il quadro della preistoria nel territorio di Santa Ninfa due ulteriori testimonianze riferibili al Paleolitico superiore, consistenti in manufatti epigravettiani rinvenuti nei pressi di due ripari in c.da Mondura e sul versante nordoccidentale del Monte Castellaccio.